Tecniche narrative

La forma narrativa del GIALLO D’INCHIESTA è solitamente molto semplice, ma è costruita su uno schema rigido.

  • L’ANTEFATTO. Viene descritta dall’autore la situazione di partenza, di solito tranquilla: è presentata la vittima ancora viva o è narrata la scoperta del suo cadavere; in seguito appare l’investigatore che giunge a coscienza del delitto avvenuto, attraverso una telefonata, leggendo il giornale o trovandosi per caso sul luogo dell’omicidio.
  • L’ENIGMA. Viene messo in luce ciò che di misterioso circonda l’assassinio avvenuto e che richiede l’avvio di un’inchiesta.
  • L’INCHIESTA. Attraverso la ricerca di tracce, l’interrogatorio di testimoni, il controllo degli alibi…l’investigatore giunge piano piano alla scoperta dei moventi dei vari sospettati.
  • LA SOLUZIONE. Con un colpo di scena inaspettato o con la rivelazione di un indizio finora apparso poco rilevante, l’investigatore dimostra la colpevolezza dell’assassino, che è costretto a confessare.
  • La vicenda risulta quindi costruita in modo lineare e chiaro, l’uso del FLAH BACK è limitato soltanto ai casi in cui risulta necessario ricordare i fatti del passato per la comprensione della vicenda. Il lettore, perciò, segue gli avvenimenti con facilità, senza essere disturbato da inutili digressioni.
  • Il racconto giallo può essere narrato in PRIMA PERSONA dall’investigatore o da un suo collaboratore (ciò avviene ad esempio de racconti di Sherlock Holmes, narrati in prima persona dall’amico Watson) oppure in TERZA PERSONA; a volte lo scrittore varia il punto di vista immettendo discorsi diretti tra i personaggi e utilizzando un linguaggio spontaneo. Tutto ciò serve a creare un’ATMOSFERA REALISTICA.

Fondamentale è la RIGOROSA RAZIONALITA’ nello scioglimento della storia: ogni elemento presentato in modo sparso nel corso della vicenda deve trovare una sua logica sistemazione. Inoltre lo scrittore non deve imbrogliare chi legge, ma deve fornirgli tutte le informazioni utili alla soluzione del caso.